Addio Munin: muore un corvo alla Torre di Londra. E si rinnovano le leggende tra storia, mito e scaramanzia

Per gli amanti delle vicende romanzesche, gli scaramantici e gli appassionati della tradizione, potrebbe risultare un pessimo presagio. Per gli altri, solo una delle tante curiosità legate a Londra, ai suoi monumenti ed al suo fascino storico, a metà tra passato e folclore.

«Venerdì Munin è tristemente passata a miglior vita dopo una breve malattia dovuta all’età»: la comunicazione arriva dall’ufficio dei Palazzi Reali Storici e riguarda… un corvo. Uno di quelli, in particolare, che sono di guardia alla Torre di Londra e che, per la tradizione, hanno un ruolo delicatissimo. Perchè, secondo l’antica leggenda inglese, il giorno che i corvi spariranno dalla fortezza sulla sponda del Tamigi, la monarchia e l’intera Inghilterra stessa crolleranno.

Munin, che era identificata da un anello verde a una zampa, oltre ad essere, con i suoi 22 anni, la più anziana del “plotone” attualmente alla Torre aveva un’altra caratteristica peculiare: dei sette corvi presenti – oltre a lei, Erin, Rocky, Grip, Harris, Jubilee e Merlina – era l’unica non nata in cattività, ma catturata presso le isole Ebridi.

Ora Munin sarà presto rimpiazzata, intanto le sue ossa saranno custodite nel cimitero dei corvi, nel fossato sud della Torre, dove sono ospitate le spoglie di tutti i volatili che negli anni hanno “servito” nella guardia alla fortezza. In fondo, quello del corvo alla Torre di Londra è un ruolo particolare, che merita un apposito responsabile addetto a prendersi cura dei volatili: il Raven Master, attualmente Chris Skaife, che fa parte degli Yeomen, le guardie ufficiali della Torre, vive in un appartamento all’interno della struttura e si occupa di ogni aspetto ad essi relativo, dall’alimentazione all’accorciamento delle piume, ora meno etremo che in passato, quando serviva ad evitare che gli uccelli scappassero. Come ad esempio fece, in passato, il corvo Grog, trovato fuori da un pub nelle vicinanze della Torre.

Non sono pochi gli aneddoti o le storie che si tramandano – più o meno epicamente – sulle vicende dei corvi della Torre. Si dice, ad esempio, che dopo la Seconda Guerra Mondiale la fortezza sia rimasta senza i fatidici guardiani neri, dopo la scomparsa di Grip e Mabel, ma questo – come è evidente – non ha comportato conseguenze per la solidità della Corona britannica. Più certo è che, nel 1986, il corvo George fu l’unico licenziato – dopo 11 anni di servizio – per il vizio di attaccare e distruggere le antenne della Torre: fu inviato al Welsh Mountain Zoo in pensione anticipata.

Meno certo è se l’effettiva origine della leggenda faccia capo – come si tramanda – ai tempi della successione – tutt’altro che prima di difficoltà e intrighi – della Regina Elisabetta I: secondo alcuni, infatti, si tratterebbe di un mito “costruito” secoli dopo, nell’età vittoriana, per garantire alla Torre di Londra un aspetto più gotico ed attraente. Se questa fosse la versione corretta, va detto che l’obiettivo è stato raggiunto appieno.