“Cult, culture, subversion”: Londra celebra la T-Shirt con una mostra al Fashion and Textile Museum

Prime Minister Margaret Thatcher greets fashion designer Katharine Hamnett, wearing a t-shirt with a nuclear missile protest message, at 10 Downing Street, where she hosted a reception for British Fashion Week designers.

Considerata un indumento intimo fino a fine Ottocento, la storia della “maglietta bianca col girocollo”, inizia nel 1904, quando viene pubblicizzata da un brand americano in veste d’una «canottiera per scapoli senza bottoni né spille» per uomini poco abili nel cucito. Nel 1920, Francis Scott Fitzgerald, usa per la prima volta il termine “T-SHIRT” nel suo romanzo “Di qua dal paradiso”. Nei primi anni ’40, la t-shirt spopola nei college americani. Nancy Popper, giornalista che immortalò il cambiamento che stava avvenendo fuori e dentro gli armadi di migliaia di giovani in quel periodo, scrisse che i ragazzi iniziarono a personalizzarle trasformandole in tele comunicative di messaggi che andavano spesso ben oltre il semplice vestire.

“T-SHIRT: CULT, CULTURE, SUBVERSION” (al Fashion and Textile Museum di Londra, 83 Bermondsey St, dal 9 febbraio al 6 maggio 2018) è un’esposizione che mira ad omaggiare il valore simbolico, sociale e democratico di questo indumento attraverso le varie reinterpretazioni subite nel corso della sua evoluzione. L’esibizione è composta da diverse sezioni che si propongono, ad esempio, di esplorare lavori di designer sovversivi (da Katherine Hamnett a Vivienne Westwood) o di dimostrare come nel corso degli anni, la moda, sia riuscita a superare le differenze di genere.

Ancora: sezioni dedicate ai fan musicali che hanno fatto della t-shirt una bandiera d’appartenenza a movimenti giovanili e culturali (si pensi al punk ) ed altre a progetti innovativi che mirano a promuovere nuovi tessuti e metodi di lavorazione eco-friendly. Passato e presente si fondono quindi in un percorso espositivo grazie ad un oggetto che ha accompagnato, in modi diversi, qualsiasi forma d’espressione umana. Qui il link per prenotare i biglietti.