Ristrutturano casa e demoliscono un murales di Bansky di enorme valore

Bansky_The Spy BoothPossedere una casa con un murales di Banksy, il più noto tra gli esponenti della street art, e farlo sparire, demolendolo durante la ristrutturazione.

Esattamente quanto sembrerebbe accaduto a Cheltenham, cittadina a 175 chilometri a ovest di Londra che “custodiva” The Spy Booth, opera del 2014 a firma del celebre artista dall’identità misteriosa dipinta su una casa a due piani: il murales, creato intorno ad una cabina telefonica, raffigurava tre spie che – con trench, occhiali da sole e cappelli – dotate di microfoni e registratori, ascoltavano le chiamate degli avventori.

Anche se nel febbraio del 2015 il consiglio comunale della cittadina aveva approvato un regolamento in base al quale l’opera risultava protetta e
impossibile da spostare senza l’approvazione delle autorità – anche per far fronte all’assalto di mp-demands-to-know-why-banksy-mural-near-gchq-was-destroyedalcuni vandali che l’avevano danneggiata – l’opera è sparita, mai riemersa dalle impalcature che avevano circondato la casa per i lavori di ristrutturazione, decisi dopo che ad inizio 2016 i proprietari l’avevano messa in vendita per 210mila sterline.

“Avevamo parlato con il proprietario – le laconiche parole di Mark Nelson, del consiglio comunale di Cheltenham – Per noi la tutela dell’opera di Banksy è sempre stata una priorità e il proprietario sapeva di avere l’obbligo di proteggerla durante i lavori di ristrutturazione”. Eppure l’allarme lanciato sui social sembra non lasciare spazio a speranze: di quel muro paiono esser rimasti solo detriti.